Continuo ad aggiornare il mio blog sulla versione on line di REM con una serie di appunti sulla piazzetta Annonaria di Rovigo.

L’idea nasce un po’ dal fatto che è uno dei luoghi che molti rodigini ed ex rodigini amano profondamente. Per tante ragioni, è certo un luogo affascinante, incastonato in quello che un tempo era il ghetto ebraico. Un’altra ragione è che in questo periodo i negozianti della piazzetta si stanno dando da fare per farla sopravvivere: metà delle attività hanno chiuso e la sfida è cercare di conservare non solo un luogo, non solo delle attività commerciali, ma anche uno stile di vita.

E questa in fondo è la terza ragione: piazzetta Annonaria incarna, forse più di altri posti, il dilemma del centro storico di Rovigo, al bivio tra sopravvivenza e declino. La strategia dei negozianti passa attraverso eventi, per portare persone a conoscere le attività al suo interno. E’ lodevole, può servire a farsi conoscere, ma temo che non basti.

La maggior parte dei negozianti si accanisce, poi, a sostenere che il nocciolo del problema sia l’apertura del centro storico al traffico. Dubito davvero che l’apertura o meno di corso del Popolo influisca sul destino della piazzetta. Se il problema è accedere con l’auto, allora la piazzetta è condannata, a meno che non si decida di spianare piazza Merlin per farne un parcheggio.

Sono convinto che ci sia una sola strada da percorrere (e lo scrivo nel pezzo, seppure en passant): riportare le persone ad abitare in centro storico. Negli ultimi decenni non mi pare che nessuna giunta abbia messo in agenda questo obiettivo. Come in molte città, invece, la gente è stata espulsa dal centro, verso le nuove zone residenziali costruite senza sosta, da quelle che hanno cementificato la Tassina e San Bortolo fino a quelle nate nelle in frazioni come Sarzano.

Questi abitanti non hanno nessun interesse a venire in piazzetta, dove si comprano pane, frutta, carne, pesce e detersivi. E’ tutta roba che trovano al supermercato o nel negozio del proprio quartiere. Allo stesso modo, lo shopping del fine settimana si è spostato al centro commerciale, che la maggior parte dei rodigini trova più comodo da raggiungere.

Inutile prendersela con la coglionaggine del rodigino medio. Onestamente, anch’io non vedo perché uno dovrebbe sbattersi a venire in centro in auto, perdendo un sacco di tempo e soldi per parcheggiare, per andare a prendere il pane in piazzetta (che pure è buonissimo, sopra la media). 

Quello che occorre alla piazzetta e ad altre attività simili del centro sono gli abitanti del centro storico. Quelli che, come me, escono di casa e vanno in edicola, dal panettiere e, se hanno bisogno di un paio di cose le comprano nel negozio dietro l’angolo.

Come si fa? Con un piano. Partendo, ad esempio, dalle necessità di chi abita in centro (oltre che quelle di chi vi commercia) e dai motivi per cui altri scappano. E poi attuare dei progetti: incentivi economici, agevolazioni, strategie per calmierare i costi, servizi pubblici che funzionino. Cose che richiedono studio e molte fatiche. Ma, sinceramente, ci sono alternative?

(Per inciso: no, non sono ottimista). La foto è tratta da Wikipedia.

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