Qual’è il posto più fresco in centro storico d’estate? Gli ingressi dei negozi. Da qualche tempo ha preso piede l’abitudine, da parte delle attività commerciali, di tenere le porte aperte d’estate e d’inverno, sperperando l’aria condizionata nei mesi caldi e il riscaldamento nei mesi freddi.

Dietro, va detto, c’è una precisa scelta di marketing. Tenendo le porte spalancate, aumenta il numero di visitatori e, ci si aspetta, di clienti. Questo i negozianti lo sanno. Hanno iniziato per prime le grandi catene e le piccole botteghe e i bar si sono accodati. E’ una scelta del tutto razionale, dunque, dal punto di vista del commerciante.

Eppure è allo stesso tempo una cosa stupidissima. Come i “funghi” che riscaldano i dehors dei bar in pieno inverno. Come utilizzare la macchina per fare un chilometro di strada. O come acquistare on line, anziché nel negozio più vicino. Il punto è che tutte queste scelte sono assolutamente razionali e, dal punto di vista di chi le compie, intelligenti. Il plateatico anche d’inverno risponde a un bisogno della clientela. O forse lo induce, ma poco cambia: serve a fare profitto, che è lo scopo del tutto rispettabile del commerciante. Muoversi in macchina fa risparmiare fatica. Acquistare on line consente in genere di risparmiare e avere più scelta.

Il problema è che le porte aperte con il clima acceso sono uno sperpero di energia, così come lo sono i “funghi” accesi d’inverno. Lo è anche usare l’automobile per fare poca strada. Non è meno dannoso acquistare on line, visto che fa morire i negozi del centro. Per certi versi, è pure autolesionista: considerando che colossi come Amazon pagano una minima parte delle tasse in Italia, ci rimette il sistema di welfare, di cui ci aspettiamo di beneficiare tutti.

La questione, dunque, non è di stupidità o razionalità, ma di comportamenti orientati al profitto individuale e di comportamenti che tengono conto del benessere collettivo. L’inquinamento emesso dalla nostra macchina avvelena tutti, compresi noi stessi, i nostri familiari, i nostri bambini. E, se vogliamo guardare più in grande, lo stravolgimento del clima mondiale sarà un prezzo durissimo che i nostri figli pagheranno per i nostri sprechi.

C’è poi una questione etica. Quando vedo i “funghi” accesi penso che importiamo gas da alcune tra le peggiori dittature del mondo per alimentare le nostre frivolezze. In pratica, migliaia di persone vengono torturate e uccise in Egitto, nel silenzio delle istituzioni italiane, perché noi si possa prendere l’aperitivo all’aperto in dicembre. 

E ancora, penso a quelle migliaia di poveracci che vengono in Italia, lasciando paesi in cui l’elettricità è un lusso per pochi. E si sentono dire che, no, qui non ne abbiamo per tutti, c’è la crisi, dobbiamo pensare prima agli italiani. In verità, in Italia e in Europa, la vera e profonda miseria è umana, etica e culturale.

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