Cosa succede al Servizio civile nazionale?

Ciò che era accaduto l’anno scorso, sembra ripetersi quest’anno: scarse, a volte insufficienti, le domande dei giovani per il Servizio civile nazionale.

Il bando di selezione è aperto fino al 26 giugno, ma molti enti faticano a trovare persone disponibili. Questo accade non solo in Veneto, ma in molte altre regioni e, sembra, in tutta Italia.

A pochi giorni dalla scadenza, alcuni enti hanno raccolto poco più della metà delle domande per i posti disponibili, ma in generale per tutti il numero di candidature resta nettamente inferiore a quello registrato in passato.

Qualche giorno fa, aggiornandosi tra colleghi, c’era chi aveva coperto a malapena il 20% dei posti, chi una trentina di domande per oltre cento posti, chi meno di dieci domande a fronte di 60 posti.

Una situazione quasi paradossale: in passato, quando il numero di posti era nettamente inferiore, ci si trovava ad escludere a malincuore anche ragazze e ragazzi meritevoli. Quest’anno, che i posti disponibili sono oltre 47 mila (ben più dei 35 mila del 2016), si fatica a coprirli.

Le ragioni sono tutte da indagare. C’è chi incolpa la scelta di pubblicare il bando in un periodo infelice, che vede i giovani impegnati negli esami di maturità o negli ultimi esami universitari, prima della pausa estiva.

C’è chi riflette sulla comunicazione del Servizio civile e sull’appeal che questo ha presso i giovani. Di certo, per le giovani generazioni il Servizio civile oggi è inevitabilmente sganciato dai valori originali (l’obiezione di coscienza, la nonviolenza). Ma, allora, cos’è?

Per la maggior parte dei ragazzi è soprattutto un’esperienza di formazione, con lo sguardo rivolto al proprio futuro lavorativo. Lo è, a maggior ragione, per chi vuole lavorare nel sociale.

Ma se è questa è la sua identità, come distinguere il Servizio civile dagli altri percorsi di formazione e inserimento lavorativo rivolti ai giovani? 

Ho l’impressione che uno dei problemi del Servizio civile sia anche di identità. Alla domanda “Cos’è il Servizio civile?” mi verrebbe da rispondere in modo tautologico: è il Servizio civile.

In verità, il Servizio civile è prima di tutto un anno di formazione civica. E questo valore – difficilissimo da comunicare, del tutto impopolare, spesso frainteso dagli enti stessi – potrebbe essere, invece, l’elemento più forte per definire l’identità del Servizio civile e la sua importanza per il tessuto sociale dell’Italia di oggi.

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