E’ in edicola il nuovo numero di REM, il terzo a cui collaboro. Ogni numero di questa rivista è stato per me una storia diversa.

Per il primo, un numero monotematico dedicato al riconoscimento Unesco al Delta del Po, ho fatto un lavoro di giornalismo classico, intervistando una serie di persone su indicazione della redazione. Per il secondo, invece, ho contribuito più personalmente, con un approfondimento sull’area del vecchio carcere di Rovigo, un’intervista all’amico Mohammed Habib e una storiella a fumetti (“Polleggiao”), realizzata quasi a sorpresa con il socio Svarion.

In questo terzo numero, di canonico c’è solo la seconda parte di “Polleggiao”, che negli intenti si conclude qui, almeno per quanto riguarda REM (su cui mi piacerebbe disegnassero in futuro altri autori) e nel futuro chissà.

Le altre due cose mie sono contributi a quattro mani con altre persone. Il primo a cui ho lavorato è stato un pezzo su Villa Valente Crocco, un bene confiscato alla criminalità a Salvaterra, che grazie a Libera e ad altre associazioni è diventato spazio per attività culturali, sociali e di tutela ambientale. L’idea iniziale era di affidare il pezzo a Marta Bigolin, fondatrice della startup Cosa Vostra e autrice di una tesi sulla villa. Poi, in corso d’opera, sono intervenuto con alcune aggiunte e un’intervista a Remo Agnoletto del Centro Documentazione Polesano.

Anche il secondo contributo è a quattro mani. Volevo scrivere un pezzo sul trentennale del Deltablues. Mi sono rivolto a Claudio Curina, uno dei fondatori, che alla fine non solo si è proposto di pensarci lui, ma di pezzi me ne ha mandati due: il suo e quello di Stefano Marise, ossia la viva voce dei due fondatori. In tutto questo, il mio ruolo è stato quello, molto artigianale, di tagliare, cucire e adattare questo materiale perché stesse in pagina, cercando di non stravolgere il lavoro degli autori.

La domanda del titolo: e se invece non compraste il nuovo numero di REM? Vi perdereste tutto questo e molto altro. Ci sono almeno un paio di articoli davvero belli, di cui non sono autore. In ogni caso, conviene comprarlo per togliersi il dubbio. Costa solo due euro e cinquanta.

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