Una provincia di gente incazzata

Ogni tanto capita anche a Rovigo e al Polesine di dominare qualche classifica nazionale. E’ raro: solitamente la provincia di Rovigo ottiene nella maggior parte delle classifiche, specie quelle sulla qualità della vita, esiti medi, senza infamia e senza lode, né carne, né pesce.

Ma è di qualche giorno fa una classifica in cui, invece, la nostra provincia si fa notare almeno un po’: quella sulla rabbia on line, specie se rivolta contro le persone omosessuali. La classifica è quella contenuta nell‘indagine “Amore vs. Rabbia al tempo dei Big Data”, realizzata dal team di analisti di big data  VOICES, prendendo in esame 80 milioni di tweet in tutto il paese, geolocalizzati nelle varie province e pubblicati nella seconda metà del 2016. La ricerca è stata presentata il 17-18 febbraio a Trieste.

Nel discorso pubblico su Twitter, rivela la ricerca, la rabbia prevale sull’amore. Specie quando si parla della classe politica. Ma questo probabilmente avviene anche al tavolino del bar e nelle discussioni a cena, chissà.

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Di certo, il Polesine sembra più una provincia di gente incazzata, che di gente felice. Nella classifica generale sull’amore, siamo al 108° posto, praticamente terzultimi e molto al di sotto (-71%) della media italiana. Il dato meno negativo riguarda il nostro amore per la natura (53° posto), mentre ai polesani pare non fregare molto di esternare il proprio amore per animali (95° posto), la propria passione romantica (l’amore romantico è al 105° posto) e sono in Italia tra i meno appassionati di celebrità (109° posto).

La posizione sale per la rabbia, in cui arriviamo all’87° posto. Non siamo tra i territori più incazzati, va detto. A Roma e a Milano, ad esempio, lo sono molto più di noi. In pratica, nelle grandi città c’è molta più rabbia, specie verso la classe politica (e a Roma sembra abbastanza evidente).

Ci sono poi le classifiche che analizzano temi più specifici, utili per comprendere quali sono i bersagli delle nostre intemerate incazzate sul web. Non le donne (siamo al 101° posto in tema di misoginia), non la classe politica (83° posto). Risaliamo la classifica per quanto riguarda gli immigrati: siamo al 70°. Ma è con i gay che proprio ci girano: 15° posto. Da dove ci venga tanta rabbia nei confronti delle persone omosessuali, sarebbe tutta da indagare.

La classifica potrà anche sembrare fine a se stessa, ma dà invece spunti di riflessione interessanti. Un paio di dati utili, ad esempio: il grado di rabbia non è direttamente proporzionale alla percentuale di stranieri residenti, ma lo è rispetto al grado di giustizia e sicurezza. Un altro dato interessante: migliore è la condizione economica di un territorio, maggiore è il grado di rabbia. Viceversa, si registrano più commenti amorosi nelle province meno ricche.

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A proposito di classifiche, il nostro capoluogo non è sempre il fanalino di coda nelle classifiche nazionali. Ad esempio, ha uno tra i sindaci con più alto indice di gradimento popolare nel nostro paese. Ovvio che le due notizie non c’entrano nulla l’una con l’altra. Anche se, facendo memoria di un paio di uscite del primo cittadino rodigino sulle unioni omosessuali, la tentazione di collegarle sia fortissima.

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