Sarà che in queste sere in Tv il massimo che davano era “Sharknado 2” (abbiamo detto tutto), ma mi sono ritrovato a guardare gli interventi di Berlusconi, prima su La7 da Floris, poi su Rai 1 da Vespa.

Sarà, che in fondo, visto il disfacimento politico degli ultimi anni, un po’ Berlusconi mancava. Era, per così dire, un classico. Quasi affascinante, dato che nel suo stile, nel suo modo di parlare e fare politica avverto il senso di qualcosa di rétro, che per certi versi è rassicurante: un’epoca (orribile) è finita. Per altri versi mi dà quella malinconia che lascia il senso del tempo che passa.

Il tempo è passato e l’immagine che me l’ha reso più chiaro, ieri, è stata quella di Berlusconi da Vespa. Con il conduttore che lo ha interrotto più volte, permettendosi perfino di obiettare a ciò che diceva, sottolineando perfino le incoerenze. L’immagine più devastante, poi, è stata questa:

berlusconi-vespa

Berlusconi sta parlando. Vespa prova a fargli presente che il tempo sta finendo. Berlusconi continua a parlare. Vespa si alza in piedi. Berlusconi resta seduto, continua a parlare e Vespa resta in piedi, di fronte a lui.

Gli fa capire, in altre parole, che è ora di levarsi di torno. Che il tempo è finito. Ma soprattutto, che è il suo tempo ad essere finito. Che sono finiti i tempi in cui Porta a Porta era il suo sfogatoio personale e quasi illimitato. Che oggi, è evidente, comanda qualcun altro.

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