Purtroppo non ho tempo

Siamo ossessionati dal tempo, forse più che dal denaro. Non ne abbiamo mai a sufficienza per tutto ciò che vorremmo fare. Non solo la vita è troppo breve per vivere tutte le esperienze che vorremmo vivere (anche se poi trascorriamo il sabato pomeriggio in coda al centro commerciale), ma la settimana stessa e perfino le giornate non sono sufficienti.

Quando incontro degli studenti o colloquio con un cittadino interessato al volontariato, il tempo viene sempre fuori. Chi non lo fa è perché “vorrei, ma non ho tempo”. Chi è interessato in genere chiede: “quanto tempo mi porterà via?”.

Da un lato, di fronte a un’esperienza sconosciuta e che non ci attrae particolarmente, è normale vivere il tempo sottratto, anche se poco, come un sacrificio.

Dall’altro, riscontro da anni come sia diffusa una visione del volontariato come “totalizzante”: come Spider Man, il volontario sacrifica tutto, ma proprio tutto il suo tempo per dedicarlo agli altri. Roba da rischiare il burn out.

E’ troppo ovvio sottolineare che ognuno, in genere, dedica agli hobby, allo sport e al volontariato il tempo che desidera, salvo rispettare le esigenze del gruppo di cui fa parte (anche una squadra di calcio tra amici ci richiede un impegno di tempo rigido).

Pochissimi hanno invece chiaro che esistono un sacco di modi di “fare volontariato” che portano via pochissimo tempo. Ne ho censiti sei, che portano via mezza giornata e non richiedono nessuna particolare competenza.

puliamo-il-mondo1. “Puliamo il mondo”. Ogni anno Legambiente promuove “Puliamo il mondo”, una giornata (in genere in settembre) di pulizia di aree verdi, parchi, golene infestate dai rifiuti. Un’iniziativa analoga – “Spiagge pulite” – si svolge in spiaggia, tra maggio e giugno. Iniziative analoghe si ripetono tutto l’anno, promosse da gruppi locali di Legambiente, WWF, comitati e associazioni locali. E’ un modo pratico per rendersi utili, stando pure in compagnia e in mezzo alla natura. Basta “sacrificare” un giorno in un anno.

100_17102. Babbi Natale in corsia. Una cosa tutta locale, che vedo accadere ogni anno: i volontari dell’Avis di Rovigo, poco prima di Natale, vanno nelle corsie di ospedale, indossando costumi da Babbo Natale, per distribuire dolci e frutta, ma soprattutto sorrisi. Un’iniziativa simile la fanno, nella zona di Adria e nelle scuole, i volontari della Fidas. Entrambe le associazioni sono coordinamenti di donatori di sangue, ma una volta l’anno cambiano letteralmente d’abito per fare una cosa che non richiede né una grande quantità di tempo, né particolari competenze.

babbi natale arcisolidarietà.jpg3. “L’ultimo con gli ultimi”. A Rovigo la Caritas promuove da anni un veglione di San Silvestro alternativo, in cui i partecipanti svolgono attività di solidarietà, conoscenza dei problemi sociali locali e vicinanza agli emarginati. In alternativa, c’è la vigilia di Natale: la San Vincenzo organizza tutti gli anni una festa con gli ospiti della mensa popolare, mentre Arcisolidarietà consegna doni alle famiglie povere, con i volontari abbigliati da Babbo Natale.

Giornata-Nazionale-della-Colletta-Alimentare-24. Le collette. Sempre più cittadini, associazioni e gruppi si attivano per collette alimentari o di altri beni di prima necessità. E’ il modo più semplice e immediato per aiutare chi è in difficoltà economiche. Ogni anno il Banco Farmaceutico raccoglie farmaci da destinare ai bisognosi. Altri si attivano per emergenze umanitarie. Alcune associazioni lo fanno anche per gli animali randagi. Quanto tempo occorre? Mezza giornata, una giornata, un paio di giornate al massimo.

aism rovigo (1).jpg5. Le raccolte fondi. Dai biscotti del Telethon alle uova dell’AIL (lotta alle leucemie), dalle arance dell’AIRC (ricerca sul cancro) alle gardenie dell’AISM (sclerosi multipla), dalle pigotte dell’UNICEF alla tessera Emergency, ogni anno migliaia di volontari scendono in piazza per un giorno, per raccogliere fondi a sostegno di queste realtà. Alcune di queste associazioni hanno pochissimi volontari stabili, alcune neanche uno, ma in questi eventi trovano il supporto di centinaia di volontari saltuari, provenienti da esempio dagli Scout o dall’associazione Alpini, oppure “liberi battitori” che vogliono sostenere le attività. Mezza giornata, un giorno intero o un weekend bastano per dare un contributo importantissimo.

festivaletteratura.jpg6. Gli eventi. Sempre più spesso i piccoli e grandi eventi hanno bisogno di volontari. Si pensi all’Expo e al giubileo. Ma, in fondo, è quello che succede ogni anno alle sagre di paese, che vivono grazie ai volontari che allestiscono, servono ai tavoli, spinano birre e strappano biglietti della lotteria. A Rovigo il festival letterario “RovigoRacconta” funziona anche grazie a un manipolo di volontari (come del resto accade anche l più noto Festivaletteratura di Mantova). Sempre i volontari danno un importante contributo al Festival Biblico. Fare i volontari, poi, consente di “vivere l’evento”, scoprendo anche il dietro alle quinte e sentendosi parte di una macchina che funziona.

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