Quando quelle belle persone della rivista REM mi hanno chiesto se volevo contribuire in qualche misura al loro blog, dopo aver festeggiato interiormente la proposta, ho buttato giù una piccola lista di argomenti che avrei potuto approfondire.

Tra i primi, le vicende attorno della tomba dei conti Camerini, di cui mi ero già occupato un paio di volte per il Corriere (si possono leggere qui e qui). L’ultima volta è stato nel 2011. Riprendendo il tema con un paio di persone che l’hanno seguito, mi sono reso conto che non è cambiato nulla. Da anni la tomba monumentale cade a pezzi e sembra destinata a continuare a cadere a pezzi, come del resto un po’ tutto il cimitero ottocentesco di Rovigo.

Alla fine, pur non avendo una notizia da dare, ci ho scritto un pezzetto per il blog di REM, per varie ragioni, molte confuse. Stamattina ho chiuso il cerchio, scattando un po’ di foto alla tomba e ai dintorni, poco prima di andare al lavoro.

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La verità è che pensando, informandomi e scrivendo mi si sono “drizzate le antenne”, come diceva un mio ex collega. Ossia, ho avuto la sensazione che fosse il momento di scrivere qualcosa, come se qualche evento fosse dietro l’angolo. Mah. Forse è solo la speranza che scrivere di qualcosa che non va serva ancora a far cambiare le cose.

In ogni caso, il cimitero monumentale di Rovigo meriterebbe da solo uno o più reportage (e non è escluso che non lo faccia, prima o poi).

Mi diverte molto scrivere dei monumenti e delle opere della città, specie quelle più bistrattate. Obbliga sempre a scoprire la storia e le storie di Rovigo. L’unico articolo per cui, in fondo, ho sentito di aver fatto qualcosa di utile è stato quello sul cippo del ponte del Sale abbandonato in un magazzino del Comune (dopo l’articolo, fu riportato alla luce ed esposto).

Mi diverte anche perchè è occasione di scambiare due chiacchiere con persone molto più erudite ed informate di me. Rovigo è piena di personaggi, alcuni semisconosciuti, che ne indagano la storia tra monumenti e ruderi. Ad alcuni di loro sono particolarmente grato, primo tra tutti Antonio Gambato, a cui devo molte cose che ho scritto (in pratica, lui ha lavorato, io mi sono fatto bello scrivendoci su).

Se non s’è capito, ho scritto un nuovo articolo per REM: www.remweb.it/la-storica-tomba-dei-conti-camerini-nel-cimitero-monumentale-di-rovigo

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