Finalmente. Ha ragione Giorgia Businaro, direttrice di Legambiente Veneto, a puntare il dito sui primi colpevoli dell’inquinamento, ormai schizzato oltre i limiti del tollerabile: noi. Non perchè la politica non sia la prima responsabile, ma perchè c’è un atteggiamento di totale rassegnazione rispetto al problema, come se le polveri sottili che ci stanno avvelenando i polmoni non venissero dalle nostre automobili e dai nostri impianti di riscaldamento.

In questi giorni, l’aumento dello smog in città si sente. Lo sentono perfino quelli che se ne fregano. E ovviamente tutti se ne lamentano. Del resto, basta dare un’occhiata ai dati dell’Arpav, per rendersi conto della situazione: negli ultimi giorni, le centraline dell’Agenzia hanno registrato sforamenti dei limiti, in alcuni casi ben oltre il triplo del consentito.

Immagine tratta dal sito www.arpa.veneto.it
Immagine tratta dal sito http://www.arpa.veneto.it

Da anni a Rovigo nessuno prende misure per contenere l’inquinamento. Le domeniche a piedi sono un ricordo del passato. Il trasporto pubblico è scadente e quasi inutilizzato. Le uniche differenze tra le scuole di pensiero riguardo al trasporto motorizzato sono tra di chi vuole portare le auto in centro (possibilmente alla minor distanza possibile dalla piazza) e chi si accontenta di farle transitare attraverso il centro, utilizzando il viale principale come una tangenziale interna.

Nel commentare i dati del dossier “Mal’aria” di Legambiente (ve li riassumo: l’aria di Rovigo fa schifo), giustamente Giorgia Businaro ricorda che a Rovigo manca una visione del futuro (e non solo in campo ambientale), ma ha ancora più ragione a sottolineare il totale sbracamento dei rodigini rispetto alla questione: “è incomprensibile il fatto che i cittadini non siano diventati più attenti al problema”. E non si tratta solo dei più dementi, quelli che “non possono rinunciare all’auto per andare a prendere il cappuccino sul Corso del Popolo”.

Ciò che mi inquieta sono i cittadini “normali”, quelli che hanno tutte le sacrosante scuse di questo mondo per usare l’automobile. Perchè – è verissimo – rinunciare all’auto per il trasporto pubblico è utopia: penso alla persona normale che dovrebbe uscire di casa la mattina e prendere l’autobus per portare il figlio all’asilo, per poi da lì raggiungere il posto di lavoro, rientrare in pausa pranzo e tornare per il pomeriggio, per poi riprendere il trasporto pubblico la sera, rientrando a casa. Sarebbe fattibile, ovviamente, in una città normale, con autobus che passano ogni 10 minuti. Improbabile in una città come Rovigo, dove – quando va grassa – le frazioni sono collegate da autobus che passano una volta ogni ora.

Dunque, la maggior parte dei cittadini ha tutte le ragioni di questo mondo per muoversi in macchina. Ma ciò non toglie che tutti noi viviamo in un paradosso: ci stiamo ammazzando da soli. La politica ha grosse responsabilità, ma puntare il dito contro la politica è puro e semplice sfogo, anche perchè il sindaco di oggi punterà il dito su quello di ieri e così via, a ritroso fino agli etruschi.

Prendersela con la politica non è una risposta al problema, come non lo è accusare le scie chimiche, i vaccini o il Bildelberg o spacciare come risposte fantomatiche cure miracolose a base di succo di limone o zenzero. Ciò che la frecciata di Legambiente ci dice è che, se vogliamo veramente risolvere il problema, possiamo contare solamente su noi stessi e sulla nostra testa. Il che, se uno guarda alla storia, non fa ben sperare. Almeno, però, prendiamo consapevolezza con ci stanno ammazzando, ma ci stiamo suicidando con spensieratezza.

 

 

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