I giovani di oggi non conoscono David Bowie

E’ morto David Bowie. Lo saprete. E siccome si tratta di un personaggio famoso, è accaduto quello che – con invidiabile capacità narrativa – ha già scritto a suo tempo Zerocalcare, del resto uno dei maggiori analisti della nostra epoca.

Su Facebook ci si scatena e, ovviamente, ci si divide. Tra chi piange David Bowie con fiumi di lacrime e retorica. E chi schifa quelli che piangono David Bowie eccetera. E, infine, quelli che denigrano quelli che schifano chi piange David Bowie eccetera.

Come ai funerali, l’enfasi prima di tutto. E’ vero, è morto un gigante del rock. Basterebbe questo, ma perchè limitarsi? E’ un’epoca che finisce. Dopo di lui, il diluvio. Corriamo nei bunker.

Il dibattito più divertente l’ho trovato sul profilo di un’amica, prendendovi parte finché ho retto. Partiva da un classico: le due tirocinanti ventenni che, alla notizia del decesso di Bowie, non sapevano manco chi fosse.

Ed è l’assist perfetto per un tormentone che, di epoca in epoca, attraversa le generazioni dall’antico Egitto ad oggi. “I giovani di oggi”. I giovani di oggi non sanno chi è David Bowie. Non ne conoscono i dischi.

E siccome David Bowie è un gigante – ma, che dico? La fine di un’epoca – dopo di lui tutta la musica è merda. E’ più o meno quello che sostiene un amico, partecipando al dibattito: oh, che tempi orrendi ci attendono, se i giovani di oggi non ascolta Bowie. 

Aggiungo: perchè i giovani di oggi non ascoltano il Trio Lescano? Perché questi pecoroni schifano Claudio Villa? Non c’è posto nelle loro putride discografie per almeno un disco di Nilla Pizzi?

Ma poi, cosa ascoltano i “giovani di oggi”? Chiedo a due giovani conoscenti quali sono i loro gruppi preferiti. Filippo impazzisce per Cesare Cremonini e per un gruppo americano che neanche mi ricordo più.

Anna ascolta “roba vecchia” (cioè degli anni Novanta, quando io ero poco più giovane di lei), tipo i Nirvana. Dovrei andare avanti ancora con l’indagine, ma probabilmente scoprirei che, come ai nostri tempi, ogni giovane semplicemente un genere e un gruppo diverso da quello che ascolta un suo coetaneo.

figurino-e-botas-que-estarc3a3o-na-exposic3a7c3a3o-photograph-by-masayoshi-sukita-c2a9-sukita-the-david-bowie-archive-2.jpgVogliamo proseguire con lo scandalo e parlare di come si vestono i “giovani di oggi”? Se nel 1997 fossi andato a scuola con la camicia abbottonata fino all’ultimo bottone, i jeans con il risvolto e i mocassini, mi avrebbero estromesso da qualsiasi gruppo. Perché queste erano le cose che, all’epoca, schifavamo. (Probabilmente perché ci ricordavano i nostri genitori, ossia gli anni Ottanta).

Il paradosso è che parliamo di uno come David Bowie. Che, se avesse dato retta ai discorsi da babbioni sui “giovani di oggi”, ci avrebbe risparmiato mezzo secolo di innovazione musicale e vestiti kitsch. Diciamocelo: come cazzo andava in giro vestito da giovane David Bowie?

Lo scopo dei giovani è quello di sempre: scandalizzare i vecchi e tenerli aggiornati (per citare una massima di George Bernard Shaw. La sensazione di scandalo che ci fanno provare è il motore dell’umanità.

A me che i giovani di oggi non ascoltino David Bowie sembra la cosa più sana del mondo. E che la cosa ci scandalizzi, va benissimo. Se i giovani di oggi ascoltassero David Bowie a manetta, probabilmente mi preoccuperei. Significherebbe che probabilmente il motore si è fermato.

 

 

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