10 buone azioni da fare a Natale

Circa il 30% della raccolta fondi on line  avviene negli ultimi 25 giorni dell’anno (c’è scritto anche qui). Dunque, nel periodo natalizio quasi tutte le organizzazioni non profit danno il meglio di sè nella raccolta fondi.

Da alcuni anni Natale mi mette ansia e, per reazione, voglia di semplicità. La frenesia da regalo di Natale mi mette doppiamente a disagio, quando considero che un miliardo e mezzo di esseri umani come me vivono con un euro al giorno, mentre noi, in un solo mese, dilapidiamo centinaia di euro per scambiarci cose perlopiù superflue. Ho pensato, dunque, a una decina di cose buone da fare per alleggerirmi la coscienza. Sono iniziative locali e non. Alcune le faccio da anni, alcune le ho fatte quest’anno, altre le ho solo viste e mi hanno incuriosito.

1. “La torta sospesa”. La Caritas di Rovigo ha un servizio docce per persone senza casa. Da qualche mese i volontari hanno iniziato a portare dolci da offrire agli ospiti che attendono il loro turno. Da qui, la proposta ai cittadini: volete darci una mano? Regalateci una torta. L’idea è davvero graziosa. E’ chiaro che non risponde ad un’emergenza. Ma porta l’attenzione su un problema e ci offre una possibilità di contribuire in modo non impegnativo e, anzi, creativo, dando a tutti la possiblità di fare qualcosa di concreto.  I dettagli della proposta sono sul sito della Caritas.

2. “Ristora” di Arcisolidarietà.  Siamo ancora nell’ambito più tradizionale, e dunque più ricco di clichè, del volontariato: i senzatetto. Di Arcisolidarietà ho sempre apprezzato la capacità di rinnovarsi e proporre iniziative originali. Lo dico da comunicatore: è un’associazione di cui è facile parlare, perchè c’è spesso qualcosa che “fa notizia”.  Pochi giorni fa, ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Ristora”. Anche qui la proposta è molto leggera e alla portata di tutti: offri un tè o una bevanda calda ad un ospite del centro diurno per homeless di via Cavallotti. Si può contribuire con Paypal o carta di credito.

Copia-di-Locandina-Torta-sospesa-solo-fronte-733x10243. Commercio equo e solidale. Da diversi anni i dolci e i pensierini per la calza della Befana li compro, tendenzialmente alla “Fionda di Davide”, bottega del commercio equo e solidale rodigina. E’ un’ottima soluzione per lavarsi la coscienza, rimpinzandosi di cose buone, prodotte in modo più rispettoso degli esseri umani e dell’ambiente. Della “Fionda” ammiro da tempo anche la capacità di proporre iniziative, reinventarsi, trovare modalità originali per presentare i propri prodotti (ad esempio, una sfilata di moda solidale), essere un punto di aggregazione per le persone. Sono in via della Tecnica, 10, zona industriale di Rovigo.

4. Mercatino solidale Emmaus. Avendo voglia di prendere la macchina, ci si può avventurare fino a Santa Maria Maddalena, popolosa frazione-dormitorio, in provincia di Rovigo ma gravitante attorno all’area urbana di Ferrara. Fortunatamente fuori dalla sterminata area commerciale di Santa Maria, in via maestri del Lavoro, si trova il mercatino dell’usato dell’Emmaus. Che di “ino” ha poco: è un grande mercato di oggetti, tecnologia, mobili, vestiti, giocattoli, quadri, cose utili e superflue, tutte rigorosamente usate. Doppiamente etico: si riciclano cose ancora buone e, con i proventi delle vendite, si finanzia la comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano, che accoglie persone in difficoltà.

5. Adozione a distanza di animali. Per chi, come me, ha già sufficiente caos in casa per introdurvi altri animali a due o quattro zampe, l’associazione Uomo Natura Animali di Rovigo propone di adottare a distanza un micio dell’oasi felina di Rovigo. Per un donatore compulsivo è consigliabile armarsi di pazienza: occorre scegliere il gatto da una galleria immagini, poi donare con PayPal e infine inviare una e-mail. La scomodità di dover fare più passaggi è ampiamente compensata dal grazioso attestato di adozione e dalla possibilità di andarsi a vedere il micio all’oasi praticamente quando si vuole. Per chi ama i cani, una proposta analoga la fa la Lega del Cane di Rovigo, con i suoi ospiti del “rifugio” di Fenil del Turco. Non solo cani e gatti, ma perfino dromedari e pappagalli tra gli animali adottabili a distanza con la Lav.

Natale-Emergency-Social-808x80816. Natale per Emergency. Sono attivista di Emergency dal 2002, dunque non posso non partire da qui, per consigliare una Organizzazione non governativa impegnata in vari paesi “difficili”. E’ tra le poche realtà che può fare “militanza” per la pace con la coscienza pulita, data la concretezza e coerenza delle proprie attività a favore delle vittime di guerra e miseria. Nel periodo natalizio, si possono comprare regali nei negozi di Emergency in tutta Italia (i più vicini a Ferrara e Padova), che hanno molte cose carine. Ci sono molte proposte interessanti anche sul sito http://natale.emergency.it.

7. Sostegno a piccole Ong locali. Dovendo, invece, scegliere una piccola realtà vicina a noi, ne pesco due. Una è il Gruppo Missioni Africa di Montagnana, che conosco pochissimo, ma in cui opera una persona che stimo e che gode della mia fiducia. E’ una piccola realtà, ma che cura abbastanza bene le proprie proposte di impegno. L’altra è l’Associazione Cooperazione Sviluppo Africa (Acsa) di Rovigo, piccolissima realtà molto attiva in Burkina Faso e che mi ha sempre ispirato fiducia. (Il loro sito e le loro attività di comunicazione avrebbero molto bisogno di volontari che dedichino tempo e competenze, nel caso qualcuno fosse interessato).

8. “Regali per un sogno” di Action Aid. Tornando ai “grandi”, da alcuni anni sostengo anche un’adozione a distanza di Action Aid. E’ un’associazione di cui ho una buona stima. Le comunicazioni sono sempre puntuali e corrette. L’unica cosa che non ho mai approvato è il ricorso ai cosiddetti dialogatori diretti, ma da qualche parte (purtroppo non ricordo dove), ricordo che Action Aid si era posta il problema etico di non utilizzare figure sfruttate e sottopagate. Comunque, per Natale c’è una loro iniziativa molto graziosa e ben curata, intitolata “Regali per un sogno“.

9. I superegali di Terre des Hommes. Conosco superficialemte “Terre des Hommes”, a cui mi sono avvicinato con una donazione, qualche tempo fa. Quest’anno propongono l’acquisto dei “Superegali“. Solo che i regali non li fai a qualcuno che conosci, ma a qualcuno che ha bisogno. La proposta è ben curata e il sito è molto efficace dal punto di vista comunicativo, oltre che simpatico.

10. Vento di Terra. Nella lista delle mie buone azioni da fare a breve, metto infine questa: aiutare “Vento di Terra” a ricostruire la scuola rasa al suolo dalle bombe israeliane durante l’operazione “Margine protettivo” nella striscia di Gaza nel luglio 2014 (circa duemila morti, un quarto bambini, migliaia di case distrutte, migliaia di sfollati). Sul loro sito, lo stile è sobrio, ma chiaro, e le modalità di donazione sono accessibili a tutti.

Lascio fuori dal decalogo una cosa che ho sempre cercato in passato, per la calza della Befana in particolare, ma anche per le ceste di Natale: i prodotti locali e bio. Quand’erano in piazza con il mercatino, compravo marmellate, dolci e altri prodotti dall’agriturismo “I Pavoni” di Ariano nel Polesine. Vorrei tanto consigliare gli amici di “Sapori di Capolavia“, ma dubito che verrebbe apprezzata una cesta di biete, cavoli e cachi. Attualmente compro i prodotti locali o di qualità dove li trovo, in alcuni negozi del centro storico.

 

 

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